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Errori Gravi che fanno scappare il personale.

Ciao ed eccoci ad un altro articolo del mio blog, vi parlerò di come gestire il personale, la cosiddetta “gestione delle risorse umane” in modo che, non solo non scappi dall'azienda, ma ne diventi parte integrante ed importante.

 

"Cattiva Gestione delle Risorse Umane"

Nell’ultimo articolo che ho pubblicato che puoi trovare qui sotto:

3 Consigli di come  motivare un dipendente

ho parlato di come sia importante lasciare liberi i propri collaboratori e dipendenti di agire nella propria area di competenza senza interferenze dall’alto. In poche parole lasciare loro iniziativa, responsabilità e se poi sbagliano vorrà dire che hanno imparato una nuova lezione e la prossima volta faranno meglio.

Il fondatore di IBM, Thomas J. Watson rilasciò la seguente dichiarazione:

         ” Di recente mi è stato chiesto se avrei licenziato un dipendente che aveva commesso un errore costato alla società 600.000 dollari. No, ho risposto, ho semplicemente speso 600.000 dollari nella formazione”

Chiaramente questo è un esempio eclatante e poche imprese possono permettersi di spendere 600.000 dollari per la formazione di un solo dipendente. Ma la filosofia di base è assolutamente azzeccata e, secondo me, è il punto di partenza per una lungimirante gestione delle risorse umane.

L’Azienda é di fatto un’organizzazione costituita da persone ed é importante che si metta attenzione ai valori dell’uomo e ponga al centro la persona.

Mi è capitato tante volte di ascoltare imprenditori e manager lamentarsi del proprio personale, aver problemi nella gestione risorse delle umane, per la poca responsabilità o scarsità di idee. Poi però osservando da vicino notavo che erano loro a istigare ciò.

Come?

Ad esempio prima di lasciarli prendere iniziative chiedevano sempre la loro autorizzazione, anche per cose banali. Quando parlavano al personale avevano un atteggiamento intimidatorio che non contribuiva a mantenere un clima sereno e produttivo. Non tolleravano errori o piccoli fallimenti

nell’esecuzione delle strategie aziendali.

Ce ne sarebbero tanti altri che rientrano in una cattiva gestione delle risorse umane.

Quali pensate che siano le conseguenze di una tale cattiva gestione delle risorse umane?

In primo luogo un abbassamento dell’umore generale che complica il mantenimento di un buon livello di produttività. Non solo, il personale, essendo prima di tutto essere umani e poi dipendenti o collaboratori, quando non si sentono valorizzati o compresi iniziano a pensare che quell’azienda non è il posto giusto per loro. Possono comunicarlo o meno, dipende dal loro carattere.

Sicuramente lo manifestano in qualche modo.

Avete mai visto il personale durante le ore di lavoro giocare un po’ troppo con il loro cellulare, muoversi lentamente ed impiegarci dieci minuti per fare una fotocopia? Oppure eseguire con scarsa competenza e qualità i loro compiti?

Sicuramente sono più evidenti le troppe assenze “giustificate” dal lavoro a causa di malattie o impegni famigliari. Più innocue ma potenzialmente molto pericolose per l’immagine aziendale, sono le lamentele e critiche fatte a colleghi, fornitori e clienti. Fuori dalla sede del lavoro certamente il tutto potrebbe anche essere più amplificato.

E’ risaputo che la gestione delle risorse umane sia un’area calda dell’azienda e le grandi imprese hanno fatto ricorso a personale specializzato oltre che a psicologi per frenare l’emorragia del personale insoddisfatto e che se ne va.

Ma in fin dei conti non è necessario essere dei psicologi per gestire le tue risorse umane. Occorre seguire alcune regole che dovrebbero però diventare parte delle policy di base e dei valori distintivi dell’azienda perché siano veramente efficaci.

Eccovene alcune.

Dare completa fiducia ad una persona dopo che è stata formata e preparata per le mansioni del suo posto e lasciarlo andare per la sua strada.

Tramite un sistema numerico per monitorare il livello di produttività si può controllare l’andamento del personale e in nessun caso si dovrebbe intervenire per “consigliarlo” se sta andando bene. Se è evidente dagli indicatori numerici che le cose vanno male allora in quel caso è corretto e saggio intervenire.

Se è evidente che non è in grado di gestire quel posto nonostante l’aiuto e la formazione non lo si tormenta con ordini ed ordini ed ordini ma si trova un’altra persona.

L’idea di far crescere ad immagine e somiglianza il personale come il titolare o il dirigente in questione, massacrandolo di ordini e direttive non farà altro che creare un automa che risponderà sempre ” Si padrone…” ma non porterà idee nuove, iniziative e responsabilità per quello che succede.

Creare un sistema meritocratico basato sugli indicatori numerici e premiare chi sta andando bene e penalizzare chi non sta producendo.

E’ importante che l’ambiente di lavoro non sia corrotto dalla cultura moderna tipicamente italiana che appoggia e valorizza le conoscenze importanti e le raccomandazioni per trovare e mantenere un posto di lavoro a scapito di chi ha studiato e lavorato duramente per arrivare ad occupare meritatamente il suo posto di lavoro. In questo modo solo i migliori e allineati alla vision aziendale emergeranno e gli altri che  sono motivati solo dal denaro e a cui non interessa contribuire al bene aziendale se ne andranno quasi spontaneamente.

Queste policy possono essere implementate con un po’ di pazienza e pratica da ogni dirigente ed imprenditore. Possono da sole cambiare l’aria in azienda. Se vuoi veramente migliorare l’attività di team e formare dirigenti e collaboratori responsabili ed allineati alla vision aziendale non possono mancare dai tuoi mansionari.

Se vuoi saperne di più su come usarle e sulla gestione delle risorse umane contattami cliccando qui sotto.

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